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Riccardo Felicioli – Executive Vice President Tegolasolare
La newsletter di Area Industrie Ceramiche - Numero 8 - 20 aprile 2010
Riccardo Felicioli executive vice presidente di Tegolasolare sprizza entusiasmo da tutti pori e dopo un paio di battute capisci subito perché: il progetto della perfetta integrazione di un pannello solare in un normale tetto affascina, sia dal punto di vista tecnico che da quello dei possibili sviluppi. “Stiamo dando una nuova anima a tutto il mondo del fotovoltaico”, spiega infatti Felicioli, “e il futuro ci riserverà molte sorprese”.
Prevedete un grande crescita, ma in quale direzione?
“Ovviamente dal punto di vista del mercato, ma anche dal punto di vista dell'innovazione perché il fotovoltaico completamente integrato è uno dei settori meno sviluppati finora. Ed è naturale che in questo settore si apriranno spazi molto importanti perché di fotovoltaico tradizionale se ne potrà fare fino a un certo punto”.
Perché?
“Le grandi centrali fotovoltaiche, quelle da migliaia di Kilowatt si possono realizzare solo in spazi poco abitati, ma di deserti in Europa non ce ne sono molti... E poi c'è da considerare il patrimonio artistico da tutelare: questa è la vera ricchezza di molti Paesi ed è chiaro che c'è molta attenzione a non rovinate questo bene prezioso. Il discorso vale per l'Italia, ma anche per la Francia e la Spagna”.
Anche la burocrazia in un certo senso vi aiuta: piazzare un classico pannello fotovoltaico su un tetto richiede un bel po' di autorizzazioni. Con la tegolasolare è diverso?
“Si, l'Italia è molto arretrata da questo punto di vista, in alcune zone non ci sono neanche regole, in altre vinvoli vincoli enormi. Tutte cose che non importano, o lo fanno solo in maniera minore per il fotovoltaico, perché la nostra tegola non è invasiva, non si vede, e quindi ha bisogno di minori autorizzazioni”.
Quali autorizzazioni servono normalmente?
“I nostri impianti sono totalmente integrati e normalmente non hanno bisogno di nulla. Ma dipende dai comuni e da dove vanno montati. Solo se le zone sono vincolate in modo preciso, ma il prodotto è nato proprio per avere il massimo rispetto della zona dove deve essere inserita”.
E le prossime evoluzioni?
“Sono davvero infinite: stiamo già lavorando per avere un pannello con la stessa pigmentazione della tegola, e quando avremo questo prodotto avremmo realizzato la quadratura del cerchio”.
Quando arriverà?
“A breve, ma va detto che se dal punto di vista tecnologico non ci sono problemi, la pigmentazione diminuisce un po' l'efficienza del pannello, e bisogna quindi valutare in quale contesto va inserita la tegolasolare: se si vuole massima integrazione perché siamo su un palazzo particolare, allora si più rinunciare a un po' di produzione, altrimenti la tegola solare tradizionale va già benissimo da sola”.
Torniamo ai vantaggi di questo sistema e al suo entusiasmo...
“E' una storia bella, come le dicevo, alla quale ci si appassiona facilmente. Lo vedo con tutti quelli che lavorano con me... Tornando alla tegola va detto che questi elementi non solo sono facili da montare ma anche facili da cambiare, una cosa utile sia per riparare ma anche per aggiornare il pannello quando ci sarà una tecnologia migliore. Un vantaggio molto importante. E poi c'è il tema, caro al nostro presidente Borgomeo, legato al fatto che in paesi mediterranei la gente è abituata ad avere un tetto sulla testa. E proponendo una tecnologia sofisticata ma 'amica', riusciamo a tranquillizzare i cliente finali. Senza contare poi che la tegolasolare unisce in un solo colpo la tipica creatività italiana con il design più raffinato e i migliori materiali con un a tecnologia innovativa”.
Ci sono comuni nel nord Italia che hanno di vietato i normali pannelli obbligando i cittadini a scegliere solo le tegole fotovoltaiche. Ci saranno altri esempi del genere?
“Non lo so, se devo essere sincero non conosciamo nessuno in quei comuni, ma posso dire che - dovunque ci sono vincoli paesaggistici - le amministrazioni sono attentissime all'aspetto estetico dei pannelli fotovoltaici. Per cui credo davvero che in futuro molte altre amministrazioni faranno scelte del genere. Già oggi fra l'altro se lei volesse montare normali pannelli fotovoltaici sul tetto di una casa in un centro storico incontrerebbe mille difficoltà”.
Veniamo alle tante imitazioni del vostro prodotto. Vi creano problemi questi cloni?
”Il nostro prodotto è molto diverso, sia nel materiale che nella tecnologia dagli altri presenti sul mercato. Noi usiamo ceramica, un materiale ecologico, anni luce dalla plastica. Anche il design è molto curato, ho visto tegole americane, tedesche, ma sono tutte di plastica. Possono andare bene in contesti di nuova urbanizzazione, sulle fabbriche. Ma la Tegolasolare è un'altra cosa, anche diverso dal punto di vista tecnico: la ceramica scalda meno di qualsiasi altro materiale, quindi il pannello funziona meglio e produce più energia. Un aspetto non secondario perché un tetto di plastica scalda la casa in modo notevole, e quindi obbliga poi a montare condizionatori per raffreddare gli ambienti.
Ma questo non impedisce che in futuro possano arrivare altri concorrenti.
“Certo, ma noi abbiamo acquisito un vantaggio non indifferente perché siamo partiti per primi, con grande anticipo e abbiamo fatto un enorme lavoro di ricerca e sviluppo”.
Scusi ma la Tegolasolare non è protetta da un brevetto? Come si fa a copiare?
“Si possono fare mille cose simili eludendo un po' la normativa, la protezione che può dare un brevetto è relativa, quello che importa – come dicevo - è essere partiti in anticipo e poi avere una grande esperienza nel campo delle piastrelle. Poi non bisogna dimenticare il fatto che abbiamo un partner unico, come Jabil che produce i pannelli per noi e per altri player di primo piano ed è leader nel settore alto di gamma. Fatturano 13 miliardi di dollari e ci garantiscono standard che nessun altro può garantire nel settore del fotovoltaico. Quindi, prima di mettere insieme tutti questi pezzi i concorrenti avranno molto da lavorare...”.
Ci sono già tetti realizzati?
“Certo, in Toscana e in alto Lazio abbiamo già montato diversi prototipi ma ora siamo partiti con la produzione industriale: sono cambiate la forma della tegola e l’ingegneria del pannello e siamo pronti per la vera commercializzazione”.
Che modifiche avete apportato al prodotto nel corso dello sviluppo?
“Abbiamo diminuito l'altezza della tegola, ottimizzato la parte elettrica del pannello, migliorato la LAMINAZIONE dei pannelli per ottenere una maggiore protezione dalle intemperie”.
E la data di commercializzazione?
La produzione industriale è partita da dieci giorni, ora abbiamo una linea produttiva che già lavora pieno ritmo. Stiamo stringendo accordi con grandi distributori e installatori. Stiamo anche facendo una formazione adeguata tecnico-pratica: questo prodotto è molto diverso dal fotovoltaico tradizionale. E poi puntiamo molto a mettere insieme dei kit, adattabili in linea di massima a diverse situazioni, anche se ovviamente ogni tetto è diverso e richiede uno studio particolare”.
Ecco da cosa nasce l'entusiasmo, è una bella storia...
“Si, e permetterà di fare anche grossi volumi in futuro. Ho visto che è uscito proprio in questi giorni uno studio della Ue sull'espansione del fotovoltaico. Si dovrebbe arrivare a una notevole copertura del territorio. E la metà di tutte queste installazioni andranno fatte sui tetti: se sono vere queste previsioni si apre un mercato enorme”.

